ZTL città di Catanzaro

L’entrata in vigore della nuova disciplina veicolare riguardante Corso Mazzini ed il centro storico ha destato non pochi malumori e scambi di battute fra maggioranza e opposizione. Si tratta di un copione già visto, nel corso degli ultimi anni, in numerose altre città italiane (si vedano ad esempio Carrara, Acireale, Siracusa, Roma, Caserta, Palermo, Ravenna): i contestatori lamentano quasi sempre danni alle attività commerciali, scarsità di parcheggi ed insufficienza di mezzi pubblici.
Verrebbe spontaneo chiedersi come sia possibile contestare così duramente l’istituzione di una ZTL, che si propone come obiettivo il miglioramento della qualità urbana, incidendo soprattutto sulla diminuzione dell’inquinamento acustico ed atmosferico, e sull’abbattimento del traffico. La verità è che il percorso seguito (o non seguito) da alcune Amministrazioni Comunali per arrivare alla realizzazione della ZTL ha finito spesso per rendere invisa, a una parte più o meno ampia della popolazione, una scelta che sembrerebbe a priori felice e vantaggiosa per cittadini e commercianti. Su un aspetto credo ci si possa trovare sin da subito d’accordo: anche in questo caso è stato commesso un “errore di metodo”.
Come ci insegnano le nuove tecniche urbanistiche e le linee guida di Agenda 21 Locale sullo sviluppo sostenibile, prima di prendere decisioni importanti e che impattano così profondamente sulla vita quotidiana degli abitanti e di quanti raggiungono la città dall’esterno, occorrerebbe stabilire un serio confronto fra l’amministrazione e gli stakeholders presenti nell’area oggetto dell’intervento o che fruiscono di essa. Non bisognerebbe mai calare le decisioni dall’alto e in maniera autoreferenziale. E’ dunque necessario ripensare profondamente i vecchi schemi di fare politica e di governare il territorio, ed orientarsi verso una gestione partecipata della cosa pubblica, dove tutti gli attori si possano sentire parte integrante delle scelte e delle azioni adottate. E’ un errore di metodo che commettono ancora molte, troppe amministrazioni locali.
Fatte queste doverose premesse, il nostro giudizio rispetto alle iniziative sulla mobilità portate avanti dall’Ass. Talarico rimane tuttavia globalmente positivo, riconoscendone il coraggio ed i buoni intenti. Chi non fa non sbaglia mai, è risaputo. Sarebbe stato molto più comodo, per l’attuale classe dirigente, non prendere decisioni – come spesso è stato fatto in passato – e lasciare la città in preda al disordine ed alla deregolamentazione. Le scelte politiche che si propongono di ottenere risultati a medio-lungo periodo sono sempre difficili da adottare, e il più delle volte impopolari. Ma non si può non riconoscere che la scelta di far ritornare la gente a passeggiare sul corso ha un valore inestimabile, in un momento storico in cui i centri commerciali e le chat stanno sostituendo i tradizionali luoghi pubblici, ed in cui ognuno di noi dovrebbe riflettere seriamente sulla necessità di ritornare a vivere gli spazi e il tempo in modo diverso, ritrovando il piacere di incontrare le persone per strada, di fermarsi a parlare, di sentire i profumi e gli odori della città, osservare, farsi suggestionare dai colori. Eppure, mentre nel resto del mondo si studiano e si adottano nuovi percorsi pedonali protetti, reti ciclabili, isole pedonali, green lines, qualcuno è ancora convinto che si debba poter arrivare ovunque con l’automobile.
Questo chiaramente non significa rimanere insensibili alle critiche mosse da parte dei commercianti e dei residenti. In un’ottica di mediazione e di confronto, si potrebbe anche pensare all’adozione di alcune “misure compensative”, come:

• la riduzione della TARSU per le attività commerciali e artigianali presenti;
• la riduzione dell’ICI;
• la collocazione di una corretta e puntuale cartellonistica da posizionare agli ingressi del centro storico, con l’indicazione di tutte le attività presenti al suo interno;
• una maggiore collaborazione nella programmazione di iniziative culturali e ricreative (eventi, mostre, tornei, mercatini natalizi, attività culturali e sportive, navette gratuite, taxi sovvenzionati);
• un maggiore impegno economico nella riqualificazione degli edifici pubblici;
• la realizzazione di un sistema integrato dei trasporti e di una rete più efficiente di parcheggi (ad un costo equo).
Catanzaro vive da anni un dilemma “amletico”: essere o non essere capoluogo di regione. Una crisi di identità dovuta forse anche ad un inconscio complesso di inferiorità. E’ una città che ha bisogno di crescere sotto il profilo culturale, ed anche sotto quello delle dotazioni urbane e dei servizi. L’attuazione della ZTL può rappresentare un laboratorio molto importante, propedeutico alla crescita ed alla maturazione della nostra città. Una città che ha ancora molti margini di miglioramento, e dove tutto procede forse con eccessiva lentezza (basti pensare che i tassisti di P.zza Matteotti attendono vanamente da diversi mesi l’attivazione di un telefono di postazione).
Il nostro auspicio è che si ricompongano tutti gli strappi, che prevalga il buon senso, e che si cominci a lavorare, senza polemiche, ad una città più bella, ed a misura d’uomo. A prescindere dai colori politici e dalle ideologie.

Martino Vergata IdV Giovani Catanzaro

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