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All’indomani dello sciopero generale proclamato dalla Cgil, che ha registrato migliaia di partecipanti, è sempre più palese che il problema del nostro paese è la mancanza di lavoro. Uno degli elementi, se non il principale, su cui si basa l’articolo 1 della nostra Costituzione repubblicana viene ormai giornalmente deriso dal Parlamento e dal Governo, i quali pensano ai problemi giudiziari del Premier invece di guardare al paese in serie difficoltà economiche. La disoccupazione cavalca onde altissime: quella giovanile è giunta al 30% e quella femminile al 50%. Poi in alcune specifiche regioni la situazione è ancora più critica. In Calabria, ad esempio, solo il 33% degli abitanti lavorano stabilmente, di cui solo il 12% è donna ( dati ISTAT). Pochi mesi dopo il suo insediamento in Regione, il governatore Scopelliti dichiarò di voler rimettere in moto il mondo del lavoro in Calabria. Infatti subito pubblicò un bando su alcune Borse Lavoro a disposizione dei cittadini calabresi. Noi del circolo Idv di Cetraro organizzammo immediatamente un incontro pubblico, al quale partecipò anche il consigliere regionale Mimmo Talarico, per discutere di questa opportunità di riaccensione del motore lavorativo della Regione. Ma dopo qualche approfondita delucidazione dei relatori di Nuove Opportunità srl e del già citato consigliere, risaltò facilmente all’occhio che dietro c’era un qualcosa che non andava e che questo piano d’intervento per l’occupazione calabrese non era dei migliori. Infatti, oggi, questo intervento, o meglio “tentativo d’intervento”, è risultato essere un vero e proprio fallimento della legislatura di centrodestra, anzi un sicuro rafforzamento del sistema politico clientelare che gira intorno alla squadra di Scopelliti. Probabilmente era questo che volevano, ma non risollevare le sorti dell’occupazione in Calabria. Un bando pieno di punti interrogativi, che si inseguono l’un l’altro anche dopo la scadenza del suo termine. Una miriade di lati oscuri non ancora spiegati dall’assessore competente, Francescantonio Stillitani, e dallo stesso Presidente della Regione. Basta osservare le domande giunte negli uffici della Regione per notare delle stranezze e suscitare scetticismo a riguardo. La maggior parte dei modelli sono caratterizzati dal medesimo sigillo riportante la stessa data, la stessa ora, lo stesso minuto. Inoltre, centinaia di domande sono state inviate nelle prime ore notturne dell’apertura del bando, quando gli uffici pubblici postali sono chiusi. E poi, perché non si è scelto come criterio di inserimento nella graduatoria l’ordine di arrivo dei modelli al protocollo degli uffici della Regione, risultando sicuramente un lavoro più limpido?
Umberto Tundis, Idv Cetraro.