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L'ANTIMAFIA IN CALABRIA 19 ANNI DOPO CAPACI

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Gramsci diceva che la storia insegna ma non ha scolari. Invero, la storia e le azioni dell’uomo vivono nella loro continuità cosicché ciò che è rimasto del passato sia attento monito e laboratorio d’esperienze migliori per ciò che verrà. Così, quando ogni anno (ed ogni giorno, per pochi) si ricorda chi con la propria vita ed il proprio onore ha pagato col sangue la fedeltà al proprio dovere come Giovanni Falcone, piuttosto che abbandonarsi a manifestazione di circostanza, statiche e “comode”, potremmo invece diventare noi i protagonisti diretti e gli attori, che in virtù della loro storia, ne continuano il percorso iniziato ed interrotto, perché la mafia, la ‘ndrangheta, come le altre associazioni mafiose, si sa, “non perdona”. Troppo spesso si sventola la bandiera della legalità dimenticando che la legalità non è un concetto astratto e da noi lontano, non è un contenitore vuoto da riempire soltanto nel silenzio della propria coscienza e nella paura che “la macchina del terrore” agisca sempre più massicciamente, finanche temendo che il nostro “no” sia la nostra fine. La legalità è un processo di educazione ed evoluzione culturale, è un comportamento che si sviluppa prima di tutto nell’interiorità di ciascuno e poi nella collettività. Riflettere sul “fenomeno – mafia” in Calabria, è vero, non è più un tabù. Timidi risvegli sembrano affacciarsi nella società. Tuttavia, si è ben lontani dal potere constatare effettivamente che la cultura dell’anti – mafia, sia oggi ampiamente radicata e costituisca il primo ed essenziale punto di partenza che “dirige” la vita di cittadini e cittadine. Non si tratta semplicemente di cosa sia “giusto” o “sbagliato”, si tratta di improntare il proprio modus vivendi sul principio inalienabile ed indiscutibile che i tutti debbano ritrovare quel senso di coesione sociale che possa essere il presupposto per un rifiuto culturale e civile al parassitismo ed al “cancro” che è la mafia in Calabria e non solo. Come giovani IDV Calabria, estenuanti sostenitori di un necessario scollamento dei poteri mafiosi che tolgono il respiro a qualsiasi progresso economico, istituzionale, sociale, culturale e civile, partiamo da qui, dalla nostra terra tanto amata e tanto odiata, “violentata” e trascurata, per rilanciare il nostro progetto di ricostruzione e di rinascita con l’impegno e la responsabilità che sempre ci hanno contraddistinti. La mafia è fatta di uomini ed ostacolandola nella sua “scalata” in ogni settore della società (dalla edilizia all’amministrazione, dalla sanità alla urbanistica, dall’imprenditoria ai trasporti) potremmo allora dire che la storia ci insegna: ci insegna che la dignità, la rettitudine morale, la formazione culturale intesa anche come civiltà, il senso del dovere e del dover fare il proprio compito, non devono barattarsi con la miseria, il degrado, il male che la mafia, con il suo carattere di distruzione e di inimicizia di ogni civiltà, impone.




Valentina Tomaselli
Responsabile comunicazione Giovani IDV Calabria





















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