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di Antonio Aversa La prima domanda non può che riguardare le recenti elezioni regionali. Quali considerazioni ne hai tratto? Per prima cosa non posso non ammettere una vittoria del centro destra. Una vittoria però, che non è certo frutto di buon governo ma dovuta in larga misura ai gravi errori della sinistra soprattutto nella scelta delle candidature. Si è andati a riproporre personaggi ormai non più accettati dal nostro popolo ed il forte astensionismo ne è la prova. Il centro sinistra, ad oggi, si sta dimostrando inadeguato nella costruzione di una valida alternativa al berlusconismo. C'è bisogno di un lavoro politico che punti a valorizzare tutti quei movimenti che tanto stanno dando nel cercare di fare muro contro questa deriva autoritaria che sta portando il nostro paese alla rovina. Il PD è sicuramente la principale forza di opposizione ed è determinante per il raggiungimento di una vittoria politica che dia cambiamento al paese, però è anche la forza politica che maggiormente ha ostacolato il rinnovamento, non tanto nei contenuti quanto nella scelta dei candidati. Ritengo estremamente emblematiche le candidature, tanto per fare qualche nome, della Bresso, di De Luca e di Loiero. Bisognava andare oltre questi nomi e proporre dei personaggi che avrebbero portato delle importanti novità. Queste elezioni regionali spero che servano di lezione e che finalmente si arrivi a ridare entusiasmo e fiducia a quanti si sono allontanati da una politica ormai diventata "casta". Credo che oggi ci sia bisogno di aprire un nuovo cantiere politico che coinvolga anche i movimenti e tutte le componenti sane della società civile. Senza ciò siamo destinati a perdere in eterno. E' passato quasi un anno dalla tua elezione al Parlamento Europeo, che opinione ti sei fatto di questa nuova esperienza? E' sicuramente un'esperienza molto interessante, contrariamente a ciò che si dice, cioè che il Parlamento Europeo è un elefante burocratico, un luogo nel quale non si può politicamente incidere, penso che non sia così. E' chiaro che i ritmi, le decisioni, le valutazioni sono complesse in quanto ci si deve relazionare tra parlamentari di 27 Paesi. Io credo però che le prospettive siano molto interessanti ed anche le possibilità di incidere sui temi di cui si tratta, non sono scarse. In questi mesi abbiamo affrontato temi come la politica per l'immigrazione, le mafie, lo scudo fiscale, la libertà di informazione, il Trattato di Lisbona, il nuovo Servizio Europeo di Azione Esterna e la politica estera, la cooperazione e lo sviluppo, senza dimenticare il dossier sull' Hafganistan o quali strumenti siano necessari per spezzare il legame tra denaro pubblico e crimine organizzato. Tutti temi che hanno una valenza straordinaria e credo che l'Europa possa allargare le proprie competenze sia in ambito giuridico che dei diritti. L'approvazione del Trattato di Lisbona dovrebbe portare la politica europea a diventare in qualche modo più forte ed incisiva rispetto al passato. Credi che assisteremo veramente ad un cambio di marcia delle Istituzioni europee? E come si sta svolgendo il tuo lavoro nella Commissione per il Controllo dei bilanci? Immagino che avrai moltissime gatte da pelare. Per quanto riguarda il Trattato di Lisbona, e come riuscire a tradurlo in iniziativa politica valida, che dia sempre maggior peso al Parlamento europeo e maggiore autonomia politica delle Istituzioni europee dagli Stati membri, molto dipenderà dalla volontà dai singoli parlamentari e dai gruppi politici. Credo che questa sia una scommessa importante. Importante è anche la scommessa che riguarda la creazione di un' Europa Federale che potrebbe arrivare fino alla Russia. Il trattato di Lisbona ha luci ed ombre, ma è sicuramente un passo in avanti verso l'integrazione europea. Per quanto riguarda la Commissione per il controllo dei bilanci, che io presiedo, questa ha un ruolo molto delicato. Si affrontano temi importantissimi, primo tra tutti il modo in cui vengono spesi i soldi pubblici, quelli cioè dei contribuenti europei. Purtroppo i rischi di truffe sono ancora molto elevati e coinvolgono alcuni Paesi tra cui l'Italia che detiene sicuramente la maglia nera. C'è da dire che le mafie e la criminalità dei cosiddetti colletti bianchi si sono ben inserite nel business dei finanziamenti pubblici e la nostra Commissione ha un ruolo decisivo non solo sul piano sanzionatorio, cioè trovare chi ha sbagliato per sanzionarlo, ma anche di prevenzione, nel valutare costi e benefici per verificare se determinate opere finanziate con i Fondi UE abbiano effettivamente utilità sociale, pubblica o se siano solo uno spreco inutile. Hai più volte sottolineato che le figure di Falcone e Borsellino hanno fortemente influenzato la tua scelta di diventare magistrato. Oggi alla luce di quanto ti è successo, mi riferisco alle varie inchieste a cui sei stato sottoposto, alle visite di ispettori ministeriali e a molto altro ancora, rifaresti ancora quel passo? Oggi entreresti in magistratura? Ma senz'altro, che lo rifarei. Come puoi vedere, nella mia stanza ho una foto bellissima di Falcone e Borsellino che sorridono. Entrare in magistratura è stato il sogno della mia vita, fin dal primo giorno di iscrizione alla facoltà di giurisprudenza. Rispetto a tanti giovani italiani io ho avuto la fortuna di fare il mestiere che sognavo di fare. Per averlo fatto con onestà, rispettando il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, senza timori nei confronti dei potenti, ho pagato un prezzo molto alto, perché purtroppo in Italia viviamo un momento di crisi democratica molto forte. Comunque sicuramente rifarei punto per punto, e virgola per virgola, tutto quello che ho fatto. La mia esortazione ai giovani è di intraprendere il lavoro di magistrato e di farlo con una grande idealità e dignità.