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L'ITALIA E' UNA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO




Negli ultimi giorni da piu parti si sono levate critiche al premier Mario Monti a causa di una sua “uscita infelice” ; il sobrio Monti è sotto accusa per aver asserito che un lavoro che dura tutta una vita sia monotono.

Tanti, a ragione, ritengono che tale affermazione sia un insulto alle giovani generazioni condannate alla precarietà del lavoro e dell’esistenza.

L’affermazione del bocconiano Monti, personalmente, non mi ha affatto stupito e mi ha indignato nella misura in cui mi indigna quotidianamente il suo governo.

Ritengo, anzi, che l’uscita del presidente del consiglio sia stata assolutamente provvidenziale in quanto disvelatrice della natura o meglio del mandato spiccatamente politico del governo dei tecnici.

Negli ultimi mesi la maggioranza degli italiani ha visto l’esecutivo in carica come la panacea a tutti i mali: un manipolo di illuminati professori che adotta le misure che servono per salvare il malato Italia.

Provvedimenti sofferti ma improcrastinabili ed inevitabili altrimenti lo spread inghiottisce tutto e tutti.

Una farsa ben orchestrata da mass media e poteri forti in cui l’unico dato incontrovertibile è stato la necessità di archiviare un irresponsabile governo di centro destra che aveva portato l’Italia sull’orlo della catastrofe ,

il resto sono tutte scelte politiche di un governo nato per proseguire con maggiore credibilità, rigore ed efficienza nelle logiche dell’esecutivo precedente. La dimostrazione è il “ decreto salva italia” dei tecnici : una manovra recessiva ed iniqua obbligata nella tempistica ma tutt’altro che priva di alternative praticabili nei contenuti che risultassero socialmente meno pesanti (ad esempio una patrimoniale o un netto taglio alle spese militari).

Anche le sacrosante liberalizzazioni, approvate di recente, in realtà accanto a norme timide ma condivisibili nascondono delle vere e proprie privatizzazioni del patrimonio pubblico che mettono in pericolo lo stesso esito referendario dello scorso giugno sull’ acqua e sui servizi pubblici locali.

A tutto questo bisogna reagire suffragati dalla nostra Carta Costituzionale, pretendendo il rispetto della volontà popolare , creando nel Paese un alternativa sociale e culturale forte, difendendo quella cultura del lavoro e dei diritti sociali che è il portato di oltre mezzo secolo di lotte sindacali, operaie e civili .

Serve consapevolezza e partecipazione per invertire la rotta di un epoca storica che segna sempre meno diritti, sempre meno buonsenso, sempre piu solitudine, sempre piu disugualianze.

Serve cambiare la prospettiva del nostro modello di sviluppo e la sensibilità delle nostre classi dirigenti.

Non è tollerabile che venga prima il mercato e poi le persone con i loro bisogni, le loro ambizioni, le loro sofferenze, il loro lavoro, la loro felicità.


Francesco Bruno - Coordinatore giovani idv Calabria


6/2/2012



MODELLO REGGIO? IL CENTRO DESTRA DISERTA IL CONSESSO ED ARRIVA L’ANTIMAFIA



L’accesso al Comune disposto dal Ministero dell’Interno è un fatto epocale per la storia amministrativa di Reggio Calabria. Esso funge da ottimo esempio per tutta la città, oltre ad essere sicuramente un chiaro segnale che quello definito “Modello Reggio” è un modello inesistente, fittizio, inadeguato e dannoso. Una città, quella di Reggio Calabria, (per non dire una regione) che paga inesorabilmente un prezzo (oltre a quello del bilancio) del quale però tutti i cittadini (o quasi) sono stanchi. Non è tollerabile infatti che nessun provvedimento venga assunto vista la problematica e poco chiara , oltre che “particolarmente” tesa, situazione che da diversi mesi si sta vivendo. Seppur grave tale provvedimento, poiché ogni istituzione rappresentativa degna di esser tale dovrebbe allontanare da sé qualunque ambiguità scansando anche solo lontanamente l’ipotesi di dubbi coinvolgimenti, auspichiamo vivamente che “l’antimafia nel Palazzo” respinga da quel cielo limpido e trasparente che dovrebbe essere il Comune, ogni “nube” che ne minacci l’integrità. Infine, non possiamo non dedicare qualche riflessione riguardo la sessione comunale dello scorso martedì, durante la quale la “cosiddetta” maggioranza non era presente in seduta. Se amministrare significa “maneggiare” cose pubbliche, ci chiediamo dov’erano gli amministratori per tale funzione eletti che hanno disertato l’aula del civico consesso e chiediamo anche a chi questo modello lo ha difeso e maestralmente confezionato ed anche chi ne è rimasto “affascinato”, se sono “questi” gli amministratori che ci meritiamo e che sono degni di sedere là dove gli interessi dei cittadini devono essere e rimanere centrali. Infondo, di cosa, se non di questi ultimi, devono occuparsi?


Giovani IDV Reggio Calabria


22/1/2012



BOCCIATURA REFERENDUM: LA NOSTRA BATTAGLIA DEMOCRATICA CONTINUA



Apprendiamo con qualche nota di delusione che la Corte Costituzionale ha respinto i referendum da IDV sostenuti con grande determinazione e con inderogabile spirito democratico. Si tratta infatti del “Porcellum“, la legge ideata dall'ex Ministro leghista Roberto Calderoli e varata nel 2005 dal governo Berlusconi, che resta quindi al suo posto, almeno per ora, almeno fino a quando il Parlamento non deciderà di cambiarla. Il primo quesito, nello specifico, chiedeva l'abrogazione totale della “legge porcata”, così come definita dal suo ideatore; il secondo, invece, ne chiedeva l'abrogazione relativa ad alcune parti. Giudicata l’inammissibilità, la parola adesso torna alle Camere. Seppur con qualche dovuta diffidenza, ci auguriamo che nessuna bega di palazzo prenda il sopravvento e diventi ostacolo per l’affermazione della diretta e partecipata espressione democratica. Il giudizio della Corte costituzionale, di cui prendiamo atto e che rispettiamo, non fermerà però la nostra battaglia democratica, che anzi condurremo ancor più convintamente. Il milione e mezzo di firme è la conferma della via che gli italiani, le vere “vittime” di un sistemata “ingessato” e limitante, vogliono seguire e IDV sarà la loro voce. La riforma della legge elettorale è infatti una prerogativa imprescindibile per ripristinare quel fondamentale e costituzionale diritto di scegliere direttamente il proprio rappresentante in Parlamento. Crediamo sia questo un principio sostanziale che non possa essere sottomesso a nessun “capriccio” politico e che possa costituire quell’effettivo ponte di collegamento necessario a migliorare il rapporto cittadino-politica e a curare con maggiore partecipazione e responsabilità l’interesse verso la cosa pubblica, in un momento così difficile e delicato per l’Italia. Noi Giovani IDV Calabria torneremo in tutte le sedi disponibili per non far perdere la fiducia a tutti quei cittadini che con grande entusiasmo e recuperato senso comune, in questi mesi ci hanno appoggiati. “Che tutto cambi affinché non cambi nulla?” No, che tutto cambi per cambiare.




Valentina Tomaselli
Responsabile comunicazione Giovani IDV Calabria

13/1/2012




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