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Il ddl Romani non è altro che un ulteriore passo verso l’auto/totalitarismo da parte del governo Berlusconi. Questa legge attribuirà ,in breve, al Garante delle Comunicazioni, l’AgCom, la funzione di “cecchino della rete”. Una sorta di sceriffo pronto ad imbavagliare chi pubblica spezzoni televisivi su Youtube ed altri canali d’informazione. In più innesca un meccanismo perverso anche sotto il profilo costituzionale poiché la delibera prevede che sarà chiamato a difendersi chi ospita il video e non chi l’ha caricato. In parole povere, volendo fare un esempio di un video caricato su Youtube, non verrà citato in giudizio l’autore del video, ma Youtube stesso. Ciò presuppone che il canale più popolare di internet scelga direttamente di eliminare il video piuttosto che difendere un proprio utente, ed in più fa venir meno l’articolo 24 della Costituzione Italiana: il diritto alla difesa. In un paese come il nostro, apparentemente democratico forse, che viene posizionato da Freedomhouse ( istituto statunitense che elabora dei sondaggi globali sul livello d’informazione) al 75° posto della graduatoria, dietro a paesi come il Sud Africa, la Serbia, Trinidad & Tobago,ecc..e segnalato come “Partly Free”, definirei una legge del genere come il definitivo affossamento della libera informazione e della democrazia nel Bel Paese. Questa legge va palesemente a limitare le funzioni della rete, subordinando i materiali da pubblicare e non a seconda di chi sta al potere.
Umberto Tundis, dirigente IDV Cetraro.