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Crotone 12 maggio 2010 - Si conferma la linea del partito di Antonio Di Pietro di opposizione ferrea a questo governo dormiente di fronte ad un collasso statale e che sembra avere come unico obbiettivo quello di indebolire il sociale e le classe deboli a favore dei singoli privati. Noi giovani, come da sempre sostenuto, non stiamo a guardare chi progetta in malo modo il nostro futuro. Non vogliamo nè il ritorno all´energia nucleare, nè vogliamo la privatizzazione dell´acqua, vogliamo che tutti i cittadini siano uguali di fronte alla legge. Ovvie le nostre richieste nella maggior parte degli altri stati mondiali evoluti, ma non nel nostro! Giorno 1 Maggio 2010 è partita la campagna referendaria per mettere a giudizio diretto dei cittadini alcune disposizioni approvate dal governo che, a nostro avviso, mortificano la dignità umana facendo arretrare ed invecchiare lo Stato Italia di 30 anni. Ci propongono un grosso salto nel passato in un sol colpo di penna. Noi non ci stiamo. Per questa ragione ci rivolgiamo alla cittadinanza chiedendo uno sforzo comune e di venire a firmare. Il Primo dei tre referendum è proposto per dire di no al nucleare. Ricordiamo che nucleare significa scorie nucleari, pericolo attentati terroristici, emissioni nell´ambiente, per non parlare dei tempi e costi di costruzione e sorveglianza. Inoltre le 4 centrali nucleari previste andranno a ricoprire a malapena l´8% del fabbisogno nazionale, saranno affidati a privati e le località su cui andranno costruite saranno scelte dal governo e dai privati che le costruiranno senza alcun parere dei cittadini. Tutto ciò, visto in chiave pessimistica ma realistica, dovrà essere coronato da un ambiente zeppo di corruzione della classe politica e infiltrazioni mafiose che aggraverà la situazione. Il secondo dei tre quesiti referendari chiede di voler cancellare quelle norme che creano il mercato dell´acqua in cui imprenditori privati che, come la loro natura gli chiede, applicheranno le regole di mercato (se cosi si possono chiamare) ragionando nell´ottica del profitto a differenza dello stato che nel gestire il servizio pubblico è costretto ex lege a ragionare per interesse pubblico. Ultima firma è chiesta per ribadire un concetto aulico e basilare per uno Stato di diritto: tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge senza distinzione di alcun genere. La legge che vogliamo sottoporre a referendum è formata da 2 soli articoli che legittimano il presidente del consiglio e i ministri a non presentarsi davanti al giudice per essere processati solo per il fatto di svolgere il loro mestiere. Ovviamente la norma si applica ai processi futuri e quelli in corso. Il giudice di fronte ad un "legittimo impedimento" dovrà rinviare il processo. Noi siamo convinti che tutti devono rispettare la legge e sottoporsi al vaglio dei giudici per essere processati a prescindere dal lavoro che svolgono nella società. Firma e Fermali! Ogni Domenica(eccetto Domenica 16 maggio, causa concomitanza festa madonna di capo colonna) ci trovi in piazza Rino Gaetano per dare il tuo contributo sia firmando e sia sedendoti con noi aiutandoci a raccogliere le firme. Miglioriamo insieme il nostro futuro. Ridiamo ai cittadini le redini della politica.