Confindustria contro gli imprenditori che pagano il pizzo
Published by: admin, on 29 gennaio 2010, in: Giovani Cosenza, Notizie Politiche, Notizie Varie
Oggi Confindustria ha detto si, attraverso un provvedimento ad hoc, alla sospensione o all’espulsione dall’associazione degli industriali per chi paga il pizzo e non denuncia le organizzazioni criminali.
Emma Marcegaglia si è detta soddisfatta per il contenuto di questo documento che servirà, a parer suo, a combattere la criminalità organizzata.
Le Mafie sono un cancro della nostra società e specialmente nel Sud Italia non permettono ai giovani di lavorare perchè di fatto nessuna azienda è libera di svilupparsi.
E’ ridicolo che la leader di Confindustria possa ritenersi soddisfatta di un provvedimento che di fatto non risolve nulla, anzi, rende ancora più debole l’imprenditore che si trova a lottare da solo contro un fenomeno che non è compito suo combattere.
Chi è disposto a vivere da latitante o addirittura a morire per denunciare il pizzo? Chiunque abbia denunciato ed ha una famiglia sa bene cosa vuol dire esporsi e sentirsi abbandonati.
Un caso emblematico è quello di Pino Masciari, un imprenditore edile calabrese che ha deciso di non pagare il pizzo e denunciare i suoi aguzzini.
Dal 1997 Masciari è sottoposto ad un “programma speciale di protezione” insieme alla moglie e ai due figli. Il programma speciale di protezione significa abbandonare la vita che hai fatto per trent’anni e rifartene un’altra.
In questi anni Masciari si è lamentato più volte del programma di protezione che non assicurerebbe né a lui né alla sua famiglia una protezione adeguata e nello stesso tempo non ha più un lavoro.
La Marcegaglia sa cosa vuol dire Mafia? Conosce la paura di svegliarsi di notte a causa di un rumore pensando ad un attentato?
Pagare il pizzo è sicuramente sbagliato, ma il problema non è del piccolo imprenditore che paga, ma è dello Stato che permette alle organizzazioni di riscuotere il pizzo.
Il Governo ha l’obbligo di intervenire contro le Mafie e non delegare al cittadino l’onere di sconfiggerle. Perchè Confindustria non si esprime a riguardo del provvedimento che permette la vendita dei beni confiscati alla Mafia? Perchè non si esprime a riguardo dello scudo fiscale?
Fino a quando avremo un Presidente del Consiglio che definisce Mangano un eroe come si può lottare contro la Mafia?
Berlusconi e Maroni adottano la tecnica dell’antimafia delle parole ma il nostro Paese ha bisogno dell’antimafia dei fatti e Confindustria dovrebbe capire che fare l’imprenditore al Nord non è come farlo al Sud dello stivale.
Giovanni De Mari