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A pochi mesi dall' insediamento della nuova giunta regionale calabrese, presieduta dal Presidente Scopelliti, ovvio se non fisiologioco, è apparso il solito palleggiamento di responsabilità politiche tra la nuova maggioranza e l' opposizione. Situazioni ereditate, economia a lastrico, piani di sviluppo, interruzione della linea di povertà: frasi da copione, che ad ogni cambio governativo (se non ad ogni intervento pubblico), i politici nostrani presentano all' elettorato calabrese. E tra le tante questioni sul tavolo, il nuovo governo regionale ha ben deciso di metter mano alla spinosa questione della sanità. Così, dopo dati, tabelle e numeri riguardanti il debito e l' antieconomicità della gestione (che vi eviterò per amor di Patria), sono state apportate importanti innovazioni. Arriviamo così ai giorni nostri, precisamente al 1° gennaio 2011, data in cui sono ufficialmente entrate in vigore le nuove norme in materia di ticket sanitario nelle strutture sanitarie calabresi. Ebbene, nonostante l' arretratezza e la fatiscenza delle strutture di ricovero, nonostante l' inefficace assistenzialismo verso il malato, nonostante le vergognose liste d' attesa per qualsivoglia esame-indagine di screening, nonostante negligenze a cui si legano numerosi decessi per sospetta malasanità (anno 2010), la nuova giunta ha ben inteso infierire anche sulle prestazioni sanitarie erogate ai cittadini. Dal primo gennaio 2011, un improvvisato e sconcertante piano di "compartecipazione alla spesa sanitaria-ticket'', salta agli occhi per la palese violazione del diritto alla salute, diritto a curarsi, diritto ad avere assistenza sanitaria nella sua più ampia accezione. Sono state previste 4 tabelle in cui sono raccolte i piani di esenzione ( rispettivamente E01, E02, E03, E04); ma, con un' analisi attenta, ci si rende conto che tali parametri riguardano esclusivamente esigue fasce di popolazione (bambini con meno di 6 anni, anziani over 65 e disocuppati che percepiscono una determinato livello di reddito, soggetti tra l'altro esentati dall' art. 8 c. 16, Legge 537/1993!). Questo, decreto n. 19 del 25 ottobre 2010. Inoccupati, famiglie povere, famiglie numerose, famiglie monoreddito. Per tutte queste, nessuna esenzione. A tal punto che, la loro compartecipazione alla spesa sanitaria, è equiparata a quella di soggetti piu abbienti e quindi economicamente piu avvantaggiati. Inoltre, nessuna previsione di compartecipazione progressiva (in base al livello reddituale); nessuna esenzione per quelle famiglie che, pur presentando un esigua ricchezza, riesce con stenti a coprire le spese ordinarie (visto che quelle sanitarie sono oramai un lusso). Un gran macello per dirla tutta; una palese violazione del diritto alla tutela della salute, alle cure gratuite agli indigenti; entrambi incorporano il diritto di poter effettuare analisi diagnostiche e di godere di cure terapeutiche; valori che trovano cittadinanza nei diritti inviolabili dell' uomo. Servizio di elisoccorso ed ambulanza: da quanto riportato nel decreto, sembrerebbe che per quanto attiene al servizio di ambulanza, se l'emergenza si rivelasse 'inappropriata' ( cioe' non seguita da ricovero), costretto a pagare sarebbe il cittadino che ha usufruito del servizio. Cio' e' profondamente ingiusto. Come e' ingiusto, d'altra parte, quello che il decreto prevede per l'elisoccorso, per il quale in caso di intervento ''inappropriato'' a pagare sara' il medico che ha richiesto l'intervento. Quanto scritto, decreto n. 38 del 17 dicembre 2010. Esigiamo doverosi chiarimenti a riguardo! E in una regione 'depressa', ultima per reddito medio pro capite, ultima per sviluppo socio-economico, ultima per efficenza ed economicità nella gestione della cosa pubblica, ultima per l'inadeguata presenza dello Stato in ogni sua esplicazione e con una fascia sempre più nutrita dei c. d. ''nuovi poveri'', la decisione di voler nuovamente riversare sui cittadini calabresi l'annosa questione della sanità, rappresenta un ulteriore schiaffo alla povertà nostrana. E' gravemente penalizzante per le fasce deboli della popolazione; penalizza i componenti dei nuclei familiari precedentemente esentati per effetto del calcolo reddituale derivante dall’indicatore Isee. Non solo il danno, anche la beffa di non potersi più sottoporre ad elememtari analisi di screening con il relativo diritto alla cura. Dov'è la Costituzione? Dove sono coloro che nelle sedi opportune dovrebbero battersi per quanto denunciato sopra? E noi altri, cosa stiamo aspettando?!? Diamoci da fare! Tutti ed a granvoce!!! Tutto questo è lesivo da quanto previsto dalla Costituzione italiana; è lesivo da quanto previsto dalle norme del welfarstate; è lesivo, cosa più importante, della dignità umana. E nessuno, ancor meno noi ragazzi impegnati nel denuciare nefandezze e iniquità, possiam restare indifferenti.
Carmelo PanzaResponsabile scuola e università Giovani IDV Calabria