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LA VERA LIBERTA' E' NEL DIFENDERLA!



25 aprile 1945: dopo quasi 2 anni di lotte da parte del comitato di liberazione, degli alleati e dei partigiani tutti, vengono liberate le ultime città in mano ai nazifascisti: Genova, Milano e Torino. Migliaia di migliaia le vittime tra le fila degli oppositori a quel barbaro regime. Ma la libertà, purtroppo, ha sempre un prezzo amaro. Quella era l’Italia oppressa e soffocata e questo invece è quello che vogliamo: un Paese civile che non conosce usurpazioni di potere né dittature e che ripudia qualunque richiamo fascista, mantenendosi promotore e sostenitore dei diritti, diritti che spesso sono “violentati” da “certa” politica antidemocratica che poco o nulla rammenta della nostra storia istituzionale e costituzionale. Proprio questa storia insegna a noi, ieri come oggi, il dovere di difendere la libertà, nostra e del nostro stato, avendo una sola guida: la forza della nostra Costituzione. Allora tornano vive e le sentiamo pulsare come echi non poi così lontani, queste parole: “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione.” Grazie Piero Calamandrei e grazie a chi non si ferma, neppure oggi. Ed anche e soprattutto domani. Solo queste semplici parole portiamo con noi oggi, per non rischiare di cadere in slogan e simboli vuoti, da alcuni osannati al punto da perderne l’essenza. I nostri Valori, noi, li trasferiamo in atti.


Giovani Idv Reggio Calabria

25/4/2012



QUELL’INFERMIERA CHE CONSIGLIA RIMEDI PER LA NORMALITA’: LETTERE APERTE GIOVANI IDV REGGIO CALABRIA (NO OMOFOBIA)




Cara Reggio Calabria,

avremmo voluto scriverti in occasioni migliori, ed avremmo voluto scriverti della tua rinascita. Invece, ci troviamo per l’ennesima volta a dover rintracciare in te quel “buono” che ogni giorno tentano di strapparti via, a ricordare o forse anche a convincerci, che esista ancora. Quello che devi fare è impedire agli altri di limitare l’altrui identità al ristretto campo degli orientamenti sessuali, per non morire tutte le volte che questo avviene. E quello che devi fare attraverso i tuoi cittadini è aprire la mente come un paracadute ed espandere i tuoi confini, oltre ciò che per tutti è “comune”, qualcosa che insegue ritmi già stabiliti e mai variati. Se questo manca, si finisce inghiottiti verso un senso di “paura” e disorientamento collettivo, spesso incontrollato, che spinge a tacciare ed a marchiare indegnamente ciò che ci abita fuori dalla nostra casa, sol perché non è noi. In realtà quell’ “altro da noi”, non è che la ricchezza e la complessità della nostra natura umana.

Cara infermiera,

la normalità (che nessuno di noi può stabilire cosa sia) da lei consigliata è quella che noi rigiriamo a Lei. Non può chiamarsi malattia l’Amore che lega due individui la cui identificazioni sessuale non è certo necessaria per loro e non deve esserlo neanche per gli altri. La normalità che noi inseguiamo è quella del rispetto umano ed anche e soprattutto, qualcosa a cui in questi anni ci siamo disabituati, e cioè occuparsi del proprio dovere professionale e laddove vi siano infrazioni, rispondere delle proprie responsabilità. E’ questa la normalità che noi auguriamo a Lei che forse, più che dispensare sedicenti cure per la normalità o violare la personale sensibilità, avrebbe dovuto dimostrarsi disponibile con delicata attenzione (al pari di qualunque altra persona si fosse trovata lì) verso Claudio e non perché Claudio sia omosessuale ma perché Claudio è un ragazzo aggredito che non ha colpe, aggredito da menti ovattate e recintate, che conoscono il solo linguaggio della violenza. Scacciare l’amore omosessuale dalla natura umana equivale ad amputarla.

Caro Claudio,

il Medioevo è arrivato anche in questa città o forse, si era solo nascosto per qualche tempo. Quel pregiudizio- figlio dell’ignoranza che ti ha aggredito, è un sentimento che vorremmo non ci appartenesse. Non ci teniamo a riempirti di parole occasionali, teniamo molto di più a “scuotere” la coscienza collettiva che troppe volte, così uniforme e conforme ai pregiudizi, provoca disastri che non possono tacersi nel silenzio.

Caro Sindaco Arena,

questa è la Sua città e questi sono i Suoi cittadini.


Giovani IDV Reggio Calabria


16/04/2012



GIOVANI IDV REGGIO CALABRIA: DIFENDIAMO IL DIRITTO ALLO STUDIO




<<Invochiamo la difesa del principio delle pari opportunità e del diritto allo studio sanciti nella Carta Costituzionale all’art. 34, laddove prevede che “i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”, poiché questi principi ci paiono oggi gravemente violati dalle scelte dell’attuale governo che deve interessarsi del welfare studentesco>>. Lo dichiarano i giovani di Italia dei Valori che hanno raccolto le firme per la campagna “No alle bome sul diritto allo studio” organizzando banchetti in Piazza San Giorgio con distribuzione di materiale informativo sulla questione delle borse di studio e sulla riduzione dei costi degli armamenti. <<In seguito all’approvazione della legge 133/2088 e del “decreto sviluppo” del luglio 2011 – argomentano – il Governo Berlusconi stanziò per l’anno accademicò 2011-2012 circa 101 milioni di euro per la copertura delle borse di studio che rispetto allo stanziamento dell’anno accademico 2009-2010, che era pari a circa 246 milioni di euro, fa registrare una diminuzione del conferimento di circa 145 milioni di euro. Quest’anno avremo dunque, circa 45mila borse di studio in meno disponibili e già nell’anno accademico 2009-2010 si registrarono circa 29mila studenti idonei a percepire la borsa di studio, ma purtroppo non beneficiari. Chiediamo quindi – dicono i giovani Idv - che i 600mln necessari siano prelevati dai programmi di armamento sapendo che solo l’acquisto dei cacciabombardieri F35-JSF vale 40 anni di diritto allo studio.>>


Giovani IDV Reggio Calabria


5/03/2012




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